Miele e Denti: è vero che il miele fa male ai denti?

Fin dal 350 A.C. Aristotele raccomandava il miele contro molte malattie. Oggi sappiamo che le virtù terapeutiche, che un tempo si ritenevano essere un dono di Dio, sono dovute a innumerevoli sostanze in esso contenute e più la ricerca procede e più che il magico mondo dell’alveare dischiude segreti e meraviglie. Per esempio, da cosa derivano le sue proprietà antibatteriche?

Sappiamo che il miele è una soluzione zuccherina concentrata con un contenuto di acqua tra il 15 ed il 18% quindi si è supposto che per effetto osmotico possa sottrarre acqua agli agenti microbici ma le proprietà antibatteriche permangono anche nel miele liquefatto. Si è supposto che fosse il grado di acidità ma esistono mieli neutri o addirittura basici con immutate proprietà antibatteriche. Oggi la ricerca ritiene che certe sostanze di varia composizione contenute nel miele e che vengono raccolte sotto il nome di “inibine” concorrano molto di più all’apporto antimicrobico. Parliamo quindi di Lisozima, di flavonoidi, di acidi aromatici ma anche vitamine del gruppo B, Vitamina K, vitamina C, etc… Tutte sostanze che le api raccolgono dalle piante ma che trattano in modo ancora in gran parte sconosciuto ma che sono efficaci contro molti germi per noi pericolosi inclusi quelli responsabili della carie dentale.

Questo tuttavia non significa che i denti vadano trattati con il miele, come tutte le sostanze la giusta quantità e le giuste accortezze sono fondamentali per non passare dal beneficio al danno. Infatti l’elevato contenuto zuccherino e la lieve acidità (4-5 di pH) deve portare all’accortezza di non farlo stazionare sullo smalto dentale per lungo periodo. E’tuttavia sufficiente sciacquare la bocca con un bicchiere di acqua dopo averlo degustato. Naturalmente stiamo parlando del miele naturale, artigianale, quello sicuro e non quello a provenienza incerta e che è bene conservare al fresco e non esposto a troppa luce.

Inoltre può essere consumato in gravidanza dove l’effetto sedativo del miele è comparabile a quello degli ansiolitici (benzodiazepine), inoltre il miele ha una spiccata azione diuretica dovuta principalmente al glucosio, contiene acido prostanoico, fosfolipidi e fosfolipasi A2, tutte sostanze che intervengono nella sintesi delle prostaglandine e della prostaciclina. Fornisce sostanze energetiche e di struttura utili all’alimentazione della mamma e del bambino, facilita la digestione, è un buon rimedio per la nausea e l’acidità gastrica, utilissimo in caso di toxiemia ed ipertensione gravidica.

Attenzione però a NON dare il miele ai neonati perchè li espone al richio di botulismo infantile. Si tratta di una rara ma grave malattia che può essere causata dalla presenza nel miele di spore del Clostridium botulinum che nell’intestino del bambino potrebbero riattivarsi in batteri attivi e produrre una fortissima tossina, purtroppo a volte letale.
Dopo l’anno di età invece la flora batterica intestinale è in grado di meglio difendersi dall’eventuale presenza di tale agente patogeno.
adottaalveare

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